1 - All'inizio del III Millennio della Redenzione, la Venerabile Arciconfraternita di Sant’Anna de’ Parafrenieri, patrimonio spirituale della Prefettura della Casa Pontificia e dei Sacri Palazzi Apostolici in Vaticano, con l'aiuto di Dio e con l'intercessione della sua Patrona sant'Anna, intende intraprendere un intenso cammino di specifica spiritualità.
2 - L'impegno si orienta verso una sempre più autentica relazione tra vita e valori, fra tradizione e futuro, tra preghiera e contemplazione, tra servizio e testimonianza, con un comportamento esteriore che sia specchio di elevata interiorità.
3 - Al culmine delle celebrazioni quarantennali del Concilio Ecumenico Vaticano II (1965-2005), i Parafrenieri si incamminano sulla strada di un rinnovamento interiore che poggia su una decisa scelta per il Santo Vangelo del Signore Gesù, in una Sequela e Discepolato coerenti con il proprio stato di "Confratelli Professi",(confratelli) e di "Fratelli di Devozione".
4 - Chiamati alla santità, eletti ad uno speciale servizio alla persona del Santo Padre, centro visibile dell'unità nella Chiesa di Gesù Cristo, i Confratelli Parafrenieri si esercitano nelle virtù e nelle opere specifiche di una comunità cristiana (Arciconfraternita).
5 - Sintetizziamo valori, misteri, virtù ed opere di una Arciconfraternita di antica origine e tradizione come quella dei Parafrenieri, attraverso i fondamenti della spiritualità cattolica: speranza, fede, carità, ascesi lieta, lode e ringraziamento.
6 - Disseminiamo nel testo anche indicazioni concrete, al fine di rendere effettivo e sperimentabile il cammino spirituale proposto.
A. La speranza, fondamento della preghiera e della contemplazione
7 - L'inizio di ogni vita e la solidità di ogni impegno nasce da una viva esperienza di speranza, suscitata dalla Presenza Gloriosa di Dio nella storia della Salvezza e nell'oggi della sua Chiesa.
8 - La comunità dei Parafrenieri vede e ascolta il Signore attraverso il Vangelo, vissuto nella celebrazione del Mistero pasquale, nella sacra Liturgia.
9 - Le parole di vita e i gesti di salvezza del Cristo sono percepiti interiormente e comunitariamente come rivolti, oggi, alle proprie persone, nelle particolari circostanze di vita della propria esistenza.
10 - Gloriosa e trasfigurante è la vocazione battesimale ed ecclesiale alla quale siamo chiamati, nel Battesimo e nell'Eucaristia, comunicando in pienezza alla vita divina ed eterna, anticipando gli splendori dell'incorruttibilità e dell'immortalità.
11 - Questi fondamenti cristiani, sono garantiti in ciascuna comunità di Parafrenieri attraverso un semplice e partecipato itinerario nei Misteri/Sacramenti o "mistagogia".
12 - La speranza, posta quale prima pietra dell'edificio spirituale ed ecclesiale, sconfigge gradatamente qualsiasi obiezione proveniente da timore e paura, oppure da superbia e vanagloria; scioglie qualsiasi obiezione circa la possibilità e l'opportunità per la "chiamata universale" ad essere santi; ci allontana dalla tentazione di rinunciare al grande progetto di Dio sulla nostra storia: vivere perfetti e senza macchia al cospetto di Dio, Padre del Signore Gesù, nello Spirito santificatore e vivificante.
13 - Momenti concreti di crescita nella speranza teologale - proveniente cioè da Dio e non dai nostri modi di sentire sono due: - il momento della meditazione sulle pagine vive del santo Vangelo; - l’assidua partecipazione alla Celebrazione eucaristica.
14 - I ritmi comunitari, giornalieri, settimanali, mensili e annuali, aiutano in modo determinante la fedeltà quotidiana all'incontro con il Vangelo e con l'Eucarestia.
B. La fede, sorgente di energia e di vita per la missione
15 - Sul fondamento della speranza - dono della carità che è Dio - la vita spirituale della nostra Venerabile Arciconfraternita attinge energia e vita dalla Fede, virtù che consolida sempre più lo spirito e la comunità, con il passare dei giorni e degli anni.
16 - Vivere la fede e vivere di fede, significa, dunque, prevedere gli sviluppi spirituali personali e comunitari, in un organico progetto di vita posta a servizio della Santa Sede, nella stretta vicinanza al Santo Padre e alle persone che a Lui si accostano giornalmente.
17 - I Confratelli Parafrenieri sono perciò coscienti di essere parte di una dinamica vitale che porta vari nomi come "formazione", "educazione", "pedagogia" e viene vissuta nelle differenti età della vita: da giovani, da adulti, da anziani.
18 - Con sapiente saggezza si cercherà di elaborare alcune linee concrete di formazione, con le quali i Parafrenieri si dedichino senza mai stancarsi al servizio nobile e perseverante per il quale sono convocati; - i Confratelli accrescano la coscienza di avere molti valori da comunicare e testimoniare; - i Parafrenieri nell'ultima parte della vita, quella della vecchiaia e dell'eventuale infermità, offrano se stessi per la Chiesa, in fervida attesa di vedere faccia a faccia quel Cristo di cui hanno servito il Vicario in terra.
C. La carità come consacrazione al Vangelo
19 - Nati dalla fiducia che Dio ha nei nostri confronti, confermati e consolidati nella fede contemplando ogni giorno le meravigliose opere del Signore dell'universo, cresciamo verso la maturità cristiana costituita dalla gioia di dare, dalla felicità di offrire, dalla beatitudine di vedere crescere gli altri tramite il nostro quotidiano servizio, in carità adulta e vera.
20 - Il Vangelo, o "lieta novella", è il fine al quale debbono tendere la persona e la comunità: noi infatti siamo i primi testimoni della gioiosa notizia che Dio abita in mezzo a noi, che il Signore dei signori, il Re dei re si è fatto nostro fratello nell'Incarnazione, nella Pasqua, nell'Eucaristia, nella Chiesa.
21 - Amati ed eletti da Dio Padre Abba', salvati e glorificati nella Croce del suo Unigenito, vivificati e confortati nel fuoco del suo Santo Spirito - nella specifica chiamata al servizio ecclesiale di "Parafrenieri" - di giorno in giorno cresce in noi la gioia paradossale di servire la Chiesa, di annunziare il Regno con il nostro stile di vita, di adempiere alla missione in difesa della vita, dal concepimento fino alla naturale conclusione.
22 - La dignità esteriore del nostro ufficio ecclesiale di "Fratelli e Sorelle", con la crescita spirituale, si armonizza sempre più con la dignità interiore e con uno stile di convivenza comunitaria che si rivela essere all'altezza della chiamata.
23 - Frutto operativo e illuminante della carità è l'elaborazione di uno speciale sussidio (vedi 26.a) che descriva "lo stile di vita interiore-esteriore, personale-ecclesiale" dell'Arciconfraternita. La dignità del servizio e dell’Essere Confratelli dona una speciale luce a tutti i nostri atteggiamenti e comportamenti.
Gli àmbiti della nostra carità
24 - La prima forma di Carità, nello spirito del Vangelo, si propone come fedeltà e professionalità nel lavoro quotidiano.
25 - La nostra Carità, in secondo luogo, si presenta come servizio all'interno della nostra comunità e della nostra famiglia.
26 - La Carità evangelica, infine, cresce e si perfeziona nell'accogliere e nel dialogare con le altre culture e religioni.
26 a
Per meglio aderire alle esigenze di un aggiornamento del Sodalizio, è necessario modificare le categorie dei Confratelli come segue:
I (cosiddetti) Confratelli Professi, quelli cioè contraddistinti dallo storico abito bianco con “facciola e buffa” e cordone blu (abito di Chiesa).
Vanno suddivisi in:
1.Confratelli
2.Confratelli Professi.
Il termine Professo, infatti, deve identificare una vera professione religiosa che, pur rispettando pienamente lo stato del laico, deve aderire ad una vita impegnata e cosciente, frutto di attenta analisi ed donazione a Dio. Una vera e propria autoconsacrazione, libera nella scelta pur sempre di laico ma ferma nel mantenimento delle regole “autoimposte”.
“Riflettere su di essa è perfezione di saggezza” (Sapienza 6,15) I professi dovranno sentirsi veri apostoli responsabili in modo costante e capaci di coniugare la vita laica con una spiritualità piena.
Pertanto dovranno integrare la preghiera con:
• Liturgia delle ore
• Edificazione spirituale personale e consapevolezza di servire i Confratelli
• Culto Mariano
• Viva testimonianza nel proprio ambiente familiare e lavorativo.
Base per esercitare tali pratiche dovrà essere la partecipazione attiva, cosciente e fruttuosa al Santo Sacrificio dell’Altare. (Enciclica Ecclesia de Eucharistia).
Frequente sarà pertanto accostarsi al sacramento della Riconciliazione e a quello dell’Eucarestia (domenicale o più assiduo).
L’adorazione Eucaristica giornaliera sarà alla base della vita del Professo, che “davanti all’Eucarestia avrà la consapevolezza di essere davanti a Cristo stesso”
(Giovanni Paolo II – Lettera Ap. Mane nobiscum Domine). Colui che è celato nel Sacramento è il Mediatore pieno di maestà tra Dio e l’ uomo, l’eterno e sommo Sacerdote, il Maestro divino, il Giudice dei vivi e dei morti, il Dio-Uomo, la Parola che si è fatta carne, Colui che stringe in modo misterioso tutti i fedeli nella grande comunità della Chiesa. Così Egli si presenta nella Messa. (Sinodo dei Vescovi-XI assemblea plenaria-mistero Pa-squale ed Eucarestia)
L’Eucarestia pertanto dovrà trasformare interiormente il Professo, perché a Gesù Eucaristico tenda come uomo rinato nel Battesimo alla vita secondo lo Spirito ad una nuova vita morale che non è secondo la carne.
La Celebrazione Eucaristica è un servizio di Dio ai fratelli e porta ad una testimonianza dei valori evangelici nel mondo.
La carità sarà pertanto un frutto della Comunione Eucaristica. Breve sarà la connessione del Cristo Eucarestia e quello presente nei fratelli, nelle sorelle, nei poveri e negli emarginati, nella vita Arciconfraternale interna e internazionale, del mondo di oggi e di domani, freddo nei rapporti e reso esigente dalle tecnologie più sofisticate, permeato da odio e terrorismo, sopraffazioni di ogni sorta. Soltanto l’Eucarestia rappresenta col suo messaggio la possibilità di realizzare una società unita, solidale, libera, rispettosa delle coscienze e ricca di fede nel Signore.
Pertanto la figura del Confratello Professo, soggetto di ulteriori considerazioni e sviluppi nella sua dimensione di apostolo, dovrà aderire pienamente a quanto qui sopra esposto.
Per aderire maggiormente alla missione del Professo nel mondo, si è deciso di apportare una modifica al suo abbigliamento: L’abito di chiesa resterà l’unico e inequivocabile “sacco” bianco con facciola e buffa, cinto del cordone blu;
a questo si alternerà in specifiche occasioni, un mantello simile a quello dei fratelli di devozione ma con “collo” in velluto violetto-grigiastro, proprio del Anticamera Pontificia di cui il Parafreniere e realtà ed espressione. Tale mantello sarà usato soltanto dagli uomini.
Il Decano Generale avrà il “collo” rifinito in cordoncino oro e azzurro.
Successivamente saranno fissati i particolari per l’attuazione di quanto precede.
D. L'ascesi ovvero letizia paziente nel servizio quotidiano
27 - Trasformati e trasfigurati dalla speranza, dalla fede, dalla carità, i fedeli cristiani e, nel Popolo di Dio, i Parafrenieri - chiamati a servire da vicino il Vicario di Cristo - diventano saldi e forti soltanto attraverso l'esercizio faticoso delle virtù o ascesi.
28 - Si tratta di una fatica "leggera", di un "giogo soave", dato che tutto nasce e si compie nella relazione della Carità Divina. Nondimeno la fatica resta una delle qualità migliori della vita terrena, unico spazio per amare il Signore di tutto con tutte le nostre energie, con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra volontà.
29 - L'Arciconfraternita e i suoi Confratelli, animati e sostenuti dal Primicerio, dal Reggente, dal Cappellano, dal Decano Generale, si esercitano nelle pratiche
- nella pratica della verità,
- dell'umiltà vera,
- della stima e venerazione per il prossimo,
- del controllo di sé, in situazioni provocative,
- della pazienza e sopportazione, in momenti diffi-cili,
- della fatica di cercare sempre e conservare sempre la gioia interiore ed esteriore, vero segno di no-biltà.
30 - Il Decano Generale unico titolare del potere decisionale, può demandare compiti e funzioni. I contatti dei Confratelli con il Primicerio e il Reggente sono riservati esclusivamente al Decano Generale ed al Cappellano, i quali, per motivi pastorali potranno autorizzare eventuali eccezioni a tale regola. Potenziali suggerimenti andranno avanzati al Decano Generale e nessuna iniziativa potrà essere intrapresa senza il Suo preventivo consenso.
E. Lode e ringraziamento perenne
31 - Nati nella gioiosa speranza dello sguardo paterno di Dio, cresciuti nella fede e nella carità, maturati sotto la luce spirituale della fatica e dell'ascesi, la vita personale e comunitaria dei Confratelli Parafrenieri diviene lode continua, ringraziamento perenne.
32 - Il Vangelo (lieta novella) e l'Eucarestia (rendimento di grazie), pervadono i sentimenti profondi, i pensieri alti della persona salvata e santificata.
33 - Il comportamento esterno, le parole e i gesti di comunicazione, le opere buone, moltiplicano l'inno di grazie che sale a Dio da un'esistenza consacrata alla diffusione del Vangelo.
34 - Essere e diventare un "inno di lode e di grazie", dona una luce speciale al servizio ecclesiale del singolo e quindi dell’Arciconfraternita de’Parafrenieri.
Congedo come immissione in un cammino
35 - Ricolmi di speranza gloriosa, di fede stabile e di carità operosa e perseverante, iniziamo o continuiamo la sequela di Gesù, il Figlio Santo di Dio, grazie alla potenza dello Spirito Santo.
36 - L'esperienza e la maturazione nella nobiltà di animo e di relazioni sociali ed ecclesiali, rendono il servizio alla persona del Santo Padre una occasione splendida per vivere il 'munus' battesimale della regalità.
37 - In continuo contatto con la bellezza e la dignità del Cristo e della sua Chiesa, camminiamo ogni giorno di luce in luce, di gloria in gloria, fino all'incontro definitivo con il nostro Signore, nel Regno eterno.
Dalla Nostra Sede Nella Chiesa di Santa Caterina della Rota in Roma, il 6 novembre 2005
Il Reggente della Casa Pontificia Mons. Paolo De Nicolò